NEWS & EVENTS
Salvatore Sciarrino, Luci mie traditrici. Stradivarius 33900
www.stradivarius.it
Salvatore Sciarrino, Le stagioni artificiali. Stradivarius 33917
(Le stagioni artificiali, Centauro marino, Studi per l’intonazione del mare). Algoritmo. Marco Angius, conductor. (coming on December 2011).

John Cage, Imaginary landscapes.
(Sixteen dances, Imaginary landscapes). Ensemble Prometeo, Marco Angius, conductor. S
tradivarius 33918 (coming on January 2012).
Nicola Sani, Black area in reds
(first world recording). Algoritmo, Quartetto d’Archi di Torino.
Marco Angius, conductor. Stradivarius 33919 (coming on February 2012).
Sciarrino, Luci mie traditrici,
DVD EuroArts 5903 (March 2012). Marco Angius, conductor.
Marco Angius, Creative procedures and high-tech writing: from Chord to Mosaique, in Ali di Cantor. The music of Ivan Fedele. Edited by Cesare Fertonani. Milano, Edizioni Suvini Zerboni 2011. |
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«Alla testa del bravissimo Ensemble Algoritmo un Marco Angius che attualmente è tra i più attenti lettori della musica di oggi, in serata di grazia. La sua è un’interpretazione insieme lucida e accattivante, d’un ritmo musicale e teatrale perfetti».
Dino Villatico, The Classic Voice,
aprile 2009.
«Ad affrontare le difficoltà estreme offerte dalla complessità di questa partitura sono stati ora i valorosi, straordinari esecutori che compongono l'ensemble Algoritmo; un'interpretazione sensibile e intelligente quella impressa da Marco Angius, proprio nel riuscire a tradurre la densità della scrittura in quella trasognata leggerezza con cui Boulez insegue i propri fantasmi poetici, e ciò grazie al modo di creare allarmate oasi di silenzio, di suggerire virtualità melodiche, di gestire con più naturale respiro l'inesorabile instabilità del ritmo, tratti che smentivano certo spigoloso radicalismo esibito nelle prime esecuzioni dello stesso compositore andato progressivamente temperandosi, proprio nel senso colto da Angius e dai suoi fedelissimi esecutori».
Gian Paolo Minardi in La Gazzetta di Parma,
15 settembre 2008.
«Glanert ottiene uno straordinario gioco d’impasti grazie alla commistione di strumenti antichi e moderni (un ulteriore rimando alla personalità scissa di Nijinsky?), lasciando agire la viola da gamba a fianco della chitarra elettrica, il flauto dolce accanto al sintetizzatore; e i due ensemble Algoritmo e Dissonanzen, diretti con sicurezza e precisione da Marco Angius, riescono a trasmettere la sensazione di un’estrema originalità coloristica».
Paolo Patrizi in drammaturgia.it,
27 agosto 2008.
«Già ragguardevole, la discografia di Ivan Fedele s’arricchisce ora di questa registrazione che vede brillante protagonista l’Ensemble Algoritmo diretto da Marco Angius. […] Tutto questo e molto altro ancora, ci è restituito dall’Ensemble Algoritmo in esecuzioni esemplari per nitidezza e concentrazione ma in particolare ammirevoli per la cura prestata alla qualità del suono e alle sue più sottili sfumature in fatto di attacco, colore articolazioni e dinamiche».
Cesare Fertonani in Amadeus,
novembre 2007, Premio del Disco.
«Bien que varias de esas otras obras del autor italiano eran a gran escala […] pero incluso las piezas grabadas por el Intercontemporain en el sello Adès en 1998, que recogìan un estilo deudor de su estancia en el IRCAM (Richiamo, Chord), no contenìan este sonido con el que Algoritmo nos sorprende en esta prestacìon para Stradivarius».
Francisco Ramos in Scherzo, n. 84, 2007
«Ya en la 'música ritual' de Mixtim (1989) y en Il giardino di giada II (1991) se nos ¡Qué gozo escuchar esta música en las recreaciones de un grupo tan avezado en ella como el Ensemble Algoritmo, con el protagonismo solista del extraordinario Mario Caroli en Il giardino di giada II y Profilo in eco, y la precisa dirección de Marco Angius, autor, por otra parte, de las perspicaces notas del libreto del disco! Difícil, con versiones como ésta, no permanecer fieles a la música de Ivan Fedele…»
Germán Gan Quesada in Diverdi,
Madrid 2007.
«Su questo territorio […] si muovono i brani del cd, a partire – cronologicamente, 1989-2004 – dai pannelli cangianti della ‘musica rituale’ di Mixtim, dove la tendenziale tassellatura formale nasconde sotto di sé reti labirintiche ed evoluzioni complesse, per finire nella geometria frattalica, plasmata entro un filiforme tratteggio di quattro solisti, di Arcipelago Moebius. E si muovono, con sonde tecniche e intellettuali di primissimo ordine, gli esecutori dell’Algoritmo Ensemble, guidati con la consueta capacità di penetrazione interpretativa da Marco Angius».
Alessandro Mastropietro in Il Giornale della Musica, n. 238,
giugno 2007 |
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