News ed eventi

Nono, Prometeo. Tragedia dell’ascolto.
Prima registrazione mondiale della nuova edizione. Filarmonica Toscanini e coro del Teatro Regio di Parma, Ensemble Prometeo. Marco Angius, conductor.
Stradivarius STR37096

Nono, Prometeo. Tragedia dell’ascolto

Castiglioni, Quodlibet.Aldo Orvieto, pianoforte. Orchestra di Padova e del Veneto. Marco Angius, conductor.
Stradivarius STR37097

Castiglioni, Quodlibet. Aldo Orvieto, pianoforte. Orchestra di Padova e del Veneto. Marco Angius, conductor.

Sciarrino, Altri volti e nuovi 1, Orchestra di Padova e del Veneto, Livia Rado, Marco Angius. Decca 2017

Del suono estremo - Una collezione di musica e antimusica - Marco Angius

Sciarrino, Altri volti e nuovi 2, Orchestra di Padova e del Veneto, Cristina Zavalloni, Marco Angius. Decca 2017

Del suono estremo - Una collezione di musica e antimusica - Marco Angius

Donatoni, Abyss. Stradivarius 2017. Orchestra di Padova e del Veneto. Caroli, Otczyk, Angius. Stradivarius 

Del suono estremo - Una collezione di musica e antimusica - Marco Angius

Luigi Nono, Risonanze erranti. Ensemble Prometeo, Otczyk, Angius. Shiiin, 2017

Del suono estremo - Una collezione di musica e antimusica - Marco Angius

5 ottobre 2015 Rai5, diretta televisiva dalla Sala Caicovsky di Mosca, Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, musiche di Rossini, Paganini, Rota, Rachmaninov-Respighi. Anna Tifu, violino. Marco Angius, conductor.

Marco AngiusDel suono estremo. Una collezione di musica e antimusica. Aracne Editrice.www.aracneeditrice.it

Del suono estremo - Una collezione di musica e antimusica - Marco Angius

RaiTre, Prima della prima, La Metamorfosi, Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino. Marco Angius direttore. Regia di Christian Angeli.

Unter Leitung von Marco Angius findet das Ensemble Algoritmo zu einem außergewöhnlich plastischen Umgang mit Sciarrinos knappem instrumentalen Vokabular. Die Gesten oder die Akzentuierung von Klangflächen sind deutlich artikuliert, eine leichte Übertreibung in Bezug auf die Wiedergabe von Klangfarben und Dynamik führt dazu, dass die Bedeutung der Instrumentalschicht – sie dient als kompositorische Charakterisierung des szenischen Umfelds, insbesondere der Tageszeit – deutlich hervortritt und als eigenständiges Ausdrucksmoment unter dem Gesang gezeigt wird.
Stefan Drees, Klaissik.com, 2/08/12

Il convient de saluer la performance des musiciens de l’Ensemble Intercontemporain (1) qui se sont avérés concentrés et sûrs, sous la direction solide de Marco Angius.
Bruno Serrou, 19/06/12

En lo instrumental, el Ensemble Algoritmo vuelve a demostrar por qué está considerado uno de los conjuntos que mejor da cuenta de la música de Sciarrino, con atenta y precisa dirección de Marco Angius, que da un relieve magnífico al ensemble. La definición tímbrica es excelsa y fascinante, de una personalidad rotunda, marcada, sustancial. Aunque parecía difícil en ciertos aspectos superar la lectura de un conjunto tan sobresaliente como el Klangforum Wien (con Furrer, para Kairos), el Algoritmo mejora ampliamente las prestaciones del grupo austriaco, seduciendo en su mezcla de pasión y tragedia, de sensualidad y rencor. Una auténtica gozada, se mire por donde se mire. La toma sonora -la mejor para esta ópera hasta la fecha- es impactante, de una presencia abrumadora, en la que lo instrumental cobra un relieve inusitado, adquiriendo un peso decisivo a la hora de enfatizar los dos niveles a los que nos hemos referido en esta reseña para construir los elementos significantes de Luci mie traditrici.
Paco Yanez, Mundoclasico.com, 4/06/12

L'orrore prende la forma di persone bloccate nella disperazione quotidiana davanti all' irruzione dell' alieno, del diverso, un tempo figlio e fratello, impersonato da uno straordinario, indimenticabile Fabrizio Pezzoni. Michael Leibundgut, il procuratore, la musica, teatralissima, di Silvia Colasanti, e l' intelligenza, la bravura del direttore Marco Angius fanno il resto. Ed è un trionfo per tutti.
Dino VIllatico, La Repubblica 27/05/12

Perfetta e puntuale la direzione di Marco Angius che imprime una tensione trascinante a un organico ridotto ma dalle sonorità corpose e avvolgenti.
Ilaria Bellini, teatro.org, 25/05/12

Angius ha diretto con intelligenza una partitura complessa, raccogliendo insieme alle masse del Maggio, i meritati applausi di un pubblico folto e quasi stupito, che ha seguito l’ora e mezzo di spettacolo letteralmente col fiato sospeso.
Daniela Gangale, GDM Online, 22/05/12

Matices suministrados aquí por un Ensemble Algoritmo capaz de obtener sonoridades que en ciertos momentos parecen electrónicas, bajo el mando de un Marco Angius que imprime bríos inéditos a la pieza para ganar concentración. Por otra parte la toma sonora es más límpida y transparente, con una mejor proyección acústica en el ámbito espacial. En fin, nuevos colores para una ópera que aún puede proporcionar en el futuro nuevas sorpresas y emociones.
Javier Palacio, Diverdi.com, 30/01/12

Die Instrumentistalisen des Ensembles Algoritmos agieren unter der Leitung von Marco Angius völlig gleichberechtig und bringen die ätherischen wie die animalischen, die expressiven wie die pathologischen Momente der Partitur zum klingen. Ein Warmes, natürliches Klangbild unterstreich diese Quälitaten.
Georg Henkel, musikansich.de, 16/08/11

Unlike its predecessors, though, this recording comes from stage performances – at last year's Montepulciano festival – and has a dimension of vivid theatricality that makes the others seem strait-laced in comparison.
Andrew Clements, The Guardian, 21/07/11

Sei minuti di applausi convinti salutavano l’intera compagnia e i creatori, incluso il direttore Marco Angius, bacchetta sovrana nel governare la compelssità col sorriso sulle labbra.
Carlo Vitali, The Classic Voice 73

Del resto, nel suo esemplare testo d’accompagnamento, Marco Angius fa luce anche sull’effettiva realtà storica delle problematiche fonti dell’opera. Il cerchio claustrofobico della tragedia che chiude i personaggi nel destino di una spirale ineluttabile costituisce probabilmente uno degli esiti più significativi di quella drammaturgia del suono e della parola che mira a intessere in unico ordito le facoltà psichiche, percettive ed emozionali dell’uomo e l’ambiente, inteso a sua volta come organismo vivente. Allo stesso Angius compete la direzione musicale, rara per intensità e limpidezza di segno, sensibilità e intelligenza analitica e rispecchiata fedelmente dall’eccellente resa esecutiva dell’Ensemble Algoritmo.
Cesare Fertonani, Amadeus n. 263, ottobre 2011

«Alla testa del bravissimo Ensemble Algoritmo un Marco Angius che attualmente è tra i più attenti lettori della musica di oggi, in serata di grazia. La sua è un’interpretazione insieme lucida e accattivante, d’un ritmo musicale e teatrale perfetti».
Dino Villatico, The Classic Voice, aprile 2009

«Ad affrontare le difficoltà estreme offerte dalla complessità di questa partitura sono stati ora i valorosi, straordinari esecutori che compongono l'ensemble Algoritmo; un'interpretazione sensibile e intelligente quella impressa da Marco Angius, proprio nel riuscire a tradurre la densità della scrittura in quella trasognata leggerezza con cui Boulez insegue i propri fantasmi poetici, e ciò grazie al modo di creare allarmate oasi di silenzio, di suggerire virtualità melodiche, di gestire con più naturale respiro l'inesorabile instabilità del ritmo, tratti che smentivano certo spigoloso radicalismo esibito nelle prime esecuzioni dello stesso compositore andato progressivamente temperandosi, proprio nel senso colto da Angius e dai suoi fedelissimi esecutori».
Gian Paolo Minardi in La Gazzetta di Parma, 15 settembre 2008

«Glanert ottiene uno straordinario gioco d’impasti grazie alla commistione di strumenti antichi e moderni (un ulteriore rimando alla personalità scissa di Nijinsky?), lasciando agire la viola da gamba a fianco della chitarra elettrica, il flauto dolce accanto al sintetizzatore; e i due ensemble Algoritmo e Dissonanzen, diretti con sicurezza e precisione da Marco Angius, riescono a trasmettere la sensazione di un’estrema originalità coloristica».
Paolo Patrizi in drammaturgia.it, 27 agosto 2008

«Già ragguardevole, la discografia di Ivan Fedele s’arricchisce ora di questa registrazione che vede brillante protagonista l’Ensemble Algoritmo diretto da Marco Angius. […] Tutto questo e molto altro ancora, ci è restituito dall’Ensemble Algoritmo in esecuzioni esemplari per nitidezza e concentrazione ma in particolare ammirevoli per la cura prestata alla qualità del suono e alle sue più sottili sfumature in fatto di attacco, colore articolazioni e dinamiche».
Cesare Fertonani in Amadeus, novembre 2007, Premio del Disco

«Bien que varias de esas otras obras del autor italiano eran a gran escala […] pero incluso las piezas grabadas por el Intercontemporain en el sello Adès en 1998, que recogìan un estilo deudor de su estancia en el IRCAM (Richiamo, Chord), no contenìan este sonido con el que Algoritmo nos sorprende en esta prestacìon para Stradivarius».
Francisco Ramos in Scherzo, n. 84, 2007

«Ya en la 'música ritual' de Mixtim (1989) y en Il giardino di giada II (1991) se nos ¡Qué gozo escuchar esta música en las recreaciones de un grupo tan avezado en ella como el Ensemble Algoritmo, con el protagonismo solista del extraordinario Mario Caroli en Il giardino di giada II y Profilo in eco, y la precisa dirección de Marco Angius, autor, por otra parte, de las perspicaces notas del libreto del disco! Difícil, con versiones como ésta, no permanecer fieles a la música de Ivan Fedele…»
Germán Gan Quesada in Diverdi, Madrid 2007

«Su questo territorio […] si muovono i brani del cd, a partire – cronologicamente, 1989-2004 – dai pannelli cangianti della ‘musica rituale’ di Mixtim, dove la tendenziale tassellatura formale nasconde sotto di sé reti labirintiche ed evoluzioni complesse, per finire nella geometria frattalica, plasmata entro un filiforme tratteggio di quattro solisti, di Arcipelago Moebius. E si muovono, con sonde tecniche e intellettuali di primissimo ordine, gli esecutori dell’Algoritmo Ensemble, guidati con la consueta capacità di penetrazione interpretativa da Marco Angius».
Alessandro Mastropietro in Il Giornale della Musica, n. 238, giugno 2007